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Messaggio Avvento 2016

29/11/2016

MESSAGGIO DELLA SUPERIORA GENERALE

ALLE SUORE MISSIONARIE DEL CATECHISMO PER L’AVVENTO 2016

 

Carissime consorelle vengo a voi in questi giorni in cui diamo inizio a un nuovo momento del nostro calendario liturgico.

Ancora risuona nel nostro cuore e nella nostra mente i messaggi che ogni giorno e in ogni momento Papa Francesco ci dice per farci capire l’amore misericordioso di Dio e che lui stesso sperimenta nella propria vita e che con tanta insistenza e passione vuole trasmetterci. È stato veramente un anno di grazia che sicuramente avrà in tante anime frutti abbondanti e certamente anche in noi come anime consacrate figlie di Padre Idà, perche la grazia di Dio quando trova una terra fertile e ben disposta non passa oltre senza lasciare segno del suo passaggio. So che il lavoro quotidiano di ognuna di noi e la nostra preghiera sia personale che comunitaria ci tiene in un continuo contatto con Colui che è sorgente della nostra esistenza, la ragione per cui siamo quello che siamoe che dà senso alla nostra vita di consacrate.

Mie carissime, nonostante le difficolta quotidiane e le nostre miserie umane, so che Dio ci guarda con occhi di misericordia, lo abbiamo sperimentato in tanti momenti della nostra vita sia personale che comunitaria. Non è così? ecco perché con questa gioia interiore e gratitudine dobbiamo iniziare questo tempo di attesa, tempo in cui prepariamo la grotta del nostro cuore per fare nascere Gesù. Sostiamo accanto alla nostra cara Mamma Maria contemplando il suo grembo dove Dio ha trovato la sua dimora e la quale ci fa partecipe della sua gioia e chiediamo a Lei che venga in aiuto alla nostra miseria per elevare un canto di lode a Colui che verrà perche venga a nascere anche nei nostri poveri cuori, anche se indegni ma fiduciosi nella sua misericordia infinita. Con Tommaso da Kempis lodiamo la maestà infinita:

Ti benedico e ti lodo, Salvatore nostro Gesù Cristo per l’immensa umiltà con cui ti degnasti di scegliere per Madre una vergine povera, che facesti sposare con un povero falegname Giuseppe, uomo santo e giusto.

Ti benedico per l’annunzio della degnissima incarnazione e per il rispettoso saluto angelico, con cui l’angelo Gabriele incontrò con grandissima devozione la beatissima Vergine Maria annunziandole il divino mistero del Figlio di Dio, che si sarebbe incarnato in lei.

Ti lodo e ti glorifico per avere voluto svuotare la tua grandezza, assumendo la nostra passibilità, la pochezza, la sofferenza e la mortalità abbracciate con amore, per riempirci con il tuo svuotamento,per salvarci con la tua passione, per esaltarci con la tua umiliazione, per irrobustirci con la tua infermità e per condurci alla gloria dell’immortalità con la tua mortalità.

O amabile e ammirabile degnazione, Dio di inmensa gloria, che non disdegnasti di farti disprezzabile e di assumere, per salvarci, le nostre sofferenze, Tu che creasti tutte le cose senza fatica, o dolcissimo Gesù, splendore dell’eterna gloria, quanto più ti sei umiliato nell’umanità, tanto più mi hai dimostrato la tua bontà; quanto piu ti sei fatto disprezzabile per me, tanto più mi sei caro.

 

Carissime che siano questi i sentimenti che ci accompagnino durante questo tempo di preparazione al Santo Natale del Signore, sentimenti che però non rimangano in semplici sentimenti, ma che si trasformino in atti di amore, di revisione di vita, di voglia di essere ogni giorno migliore, come persone, come cristiane, come consacrate, di essere felici di avere dato il meglio di noi al Signore servendo i nostri Fratelli perchè siamo convinte e ci crediamo che qualunque cosa abbiamo fatto al più piccolo dei nostri fratelli lo abbiamo fatto a Gesù stesso. Se non ci crediamo a questo allora la nostra vita è un fallimento.

Che in questo cammino ci aiuti il nostro caro Padre Fondatore e Madre Pasqua,

 

vi abbraccio e benedico

 

 

in unione di Preghiera

Suor Bernardina Perez

 

Argentina, 17 novembre 2016

 

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