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Scheda di incontro per il mese di Giugno

PRIMA SETTIMANA

ASCOLTARE

La Superiora presenta con chiarezza alla Comunità il sussidio per il mese di GIUGNO 2014 in ogni sua parte, evidenziando le quattro settimane, l’una diversa dall’altra, ma unite da un filo logico per accompagnare le SMC nella riflessione personale e comunitaria. Nella prima riunione si stabilisce il calendario degli altri appuntamenti, distanziandoli in modo da favorire il lavoro personale e la preparazione dei contributi da condividere con le Sorelle. Tutte si rendono disponibili per l’animazione delle 4 tappe, favorendo un clima di preghiera e offrendo idee e suggerimenti per la verifica in ordine al cammino compiuto nel sessennio 2008-2014.

 

INTRODUZIONE

 

È il racconto dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35) a ispirare la “valutazione del cammino” della Congregazione. Ogni SMC è chiamata a impegnarsi nella rilettura del cammino della nostra Famiglia religiosa, non adottando una visione parziale, solo dal proprio punto di vista, con una valutazione dei fatti e delle esigenze di rinnovamento a senso unico: in questo momento non abbiamo bisogno di creare contrapposizioni per far trionfare la propria visione è, invece, necessario che ciascuna guardi anche alle altre e sia aperta e disponibile a quanto dicono le altre sorelle, nella consapevolezza che ciascuna porta in sé un frammento di verità e solo mettendo insieme i singoli frammenti possiamo comporre il tutto.

Sulla base della valutazione e dei contributi di ciascuna, siamo chiamate a un discernimento che ci porti alla strada del cambiamento nella continuità della stessa vita della Congregazione. In realtà non si può negare che alcune cose non vanno bene; altre, dopo seria ponderazione, sono da cambiare o migliorare; altre, e sono le fondamentali, in ordine alla vita consacrata, vanno conservate e promosse.

L’importante è che ciascuna sia mossa dal desiderio di bene e dalla volontà di convertirsi sempre di più al Signore, per progredire nel cammino di fedeltà e di santità, secondo la vocazione ricevuta. Se procederemo unite e rispettose le une delle altre, il cammino sarà spedito e sicuro; se ci lasceremo prendere dalla volontà di prevalere, e di imporre le proprie idee contro le altre, il naufragio è certo.

PREGHIERA (la Comunità prega il Salmo 13)

Ritornello: Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio

 

Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi?

Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

Fino a quando nell'anima mia addenserò pensieri,

tristezza nel mio cuore tutto il giorno?

Fino a quando su di me prevarrà il mio nemico? R.

 

Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio,

conserva la luce ai miei occhi,

perché non mi sorprenda il sonno della morte,

perché il mio nemico non dica: "L'ho vinto!"

e non esultino i miei avversari se io vacillo R.

 

Ma io nella tua fedeltà ho confidato;

esulterà il mio cuore nella tua salvezza,

canterò al Signore, che mi ha beneficato R.

FONTI

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane (Lc 24,13-35).

La pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità. Una individuazione dei fini senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli è condannata a tradursi in mera fantasia. Esorto tutti ad applicare con generosità e coraggio gli orientamenti di questo documento, senza divieti né paure. L’importante è non camminare da soli, contare sempre sui fratelli e specialmente sulla guida dei Vescovi, in un saggio e realistico discernimento pastorale (Papa FRANCESCO, Evangelii Gaudium, n. 33).

Dopo la lettura delle fonti, la Comunità rimane in silenzio per un breve momento; subito dopo la Superiora presenta le domande riguardanti il cammino di vita consacrata di ogni SMC; ogni Sorella con l’aiuto della SCHEDA N. 1 nei giorni successivi prepara le “risposte personali” per la condivisione comunitaria della seconda settimana. Lo scopo è di rileggere con uno sguardo di fede la “dimensione carismatica e apostolica” per essere comunità di fede al servizio dell’evangelizzazione, nell’ottica della formazione carismatica.

 

 

DOMANDE

 

1. Quale senso hai dato in questo sessennio al tuo servizio apostolico dove l’obbedienza ti ha posto: l’hai vissuto come impegno personale o come mandato comunitario?

2. Quali sono gli elementi di novità e di vitalità che sei riuscita a identificare nella nostra vita di SMC; quali ti sembra siano stati significativi per il nostro tempo?

3. Quali sono stati gli ostacoli personali, comunitari e delle opere che hanno impedito la realizzazione di una vita gioiosa e radicalmente evangelica?

4. Come abbiamo risposto alle sfide della chiesa e della società del nostro tempo, partendo dal nostro carisma?

5. Le iniziative di formazione continua organizzate dalla Congregazione hanno contribuito a promuovere un processo di maturazione della singola sorella e al superamento dei conflitti?

6. L’integrazione delle diverse culture è stata una priorità della Congregazione in questi anni? Critiche e proposte….

7. Quali segnali concreti e con quali modalità abbiamo dato fiducia ai laici che ruotano attorno alle nostre comunità e condividono in vari modi il nostro carisma?

PREGHIERA (la Comunità prega il Salmo 34)

Ritornello: Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode

Io mi glorio nel Signore:

i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome. R.

 

Ho cercato il Signore: mi ha risposto

e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

i vostri volti non dovranno arrossire. R.

 

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo salva da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono, e li libera. R.

 

Gustate e vedete com'è buono il Signore;

beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:

nulla manca a coloro che lo temono. R.

 

SECONDA SETTIMANA

CONDIVIDERE

 

Questa seconda tappa ha lo scopo di condividere le “risposte personali” (1 SCHEDA). Il clima dovrà essere di accoglienza di quanto ciascuna ha scritto per la ricerca di “strade nuove”.

 

INTRODUZIONE

 

Quello dei discepoli di Emmaus è certamente uno tra i brani più affascinanti e, per certi versi, più aderente alla nostra realtà di persone in cammino, certamente con molte certezze, ma spesso vittime di dubbi, perplessità, interrogativi e desideri.

Se ci pensiamo bene, nel giro di una settimana a Gerusalemme è capitato di tutto. Gesù è stato accolto in maniera trionfale, acclamato come un re; ha trasmesso il comandamento dell’amore; durante la cena per la Pasqua ha rivelato il valore del servizio con la lavanda dei piedi, ha garantito la sua presenza reale spezzando un pane e versando del vino; è stato arrestato; ha sopportato tradimenti e rinnegamenti; è stato arrestato, processato, condannato a morte, trafitto su una croce, sepolto… E basta. Tutto è finito. Nel giro di una settimana sono sfumati progetti, speranze e illusioni tessuti pazientemente in tre anni di sequela fedele e attenta.

Anche noi, potremmo trovarci nella medesima situazione? Tutte le cose che abbiamo costruito, per le quali ci siamo spese, per le quali abbiamo sudato, lottato e pianto, per le quali abbiamo anche rischiato, ci siamo esposte, dove sono andate? Abbiamo anche noi la stessa delusione? Forse abbiamo voglia di ripetere l’esperienza del tornare a Emmaus, ai nostri progetti, o c’è in noi la volontà di cambiare, di convertirci?

Ha detto Papa Francesco: “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia” (Evangelii Gaudium, n. 27).

 

PREGHIERA

Solo in Dio riposa l'anima mia; da Lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Fino a quando vi scaglierete contro un uomo, per abbatterlo tutti insieme, come muro cadente, come recinto che crolla? Tramano solo di precipitarlo dall'alto, si compiacciono della menzogna. Con la bocca benedicono, nel loro cuore maledicono. Solo in Dio riposa l'anima mia; da Lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. Confida sempre in Lui, o popolo, davanti a Lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio. Si, sono un soffio i figli di Adamo, una menzogna tutti gli uomini, insieme, sulla bilancia, sono meno non illudetevi nella rapina; alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore. Una parola ha detto Dio, due ne ho udite: il potere appartiene a Dio, tua, Signore, è la grazia; secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo (Salmo 62).

FONTI

Nella Parola di Dio appare costantemente questo dinamismo di “uscita” che Dio vuole provocare nei credenti. Abramo accettò la chiamata a partire verso una terra nuova (cfr Gen 12,1-3). Mosè ascoltò la chiamata di Dio: «Va’, io ti mando» (Es 3,10) e fece uscire il popolo verso la terra promessa (cfr Es 3,17). A Geremia disse: «Andrai da tutti coloro a cui ti manderò» (Ger 1,7). Oggi, in questo “andate” di Gesù, sono presenti gli scenari e le sfide sempre nuovi della missione evangelizzatrice della Chiesa, e tutti siamo chiamati a questa nuova “uscita” missionaria. Ogni cristiano e ogni comunità discernerà quale sia il cammino che il Signore chiede, però tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo (Papa FRANCESCO, Evangelii Gaudium, n. 20).

 

 

CONDIVISIONE COMUNITARIA

La Superiora invita le Sorelle alla condivisione delle “risposte personali” (1 SCHEDA); appena possibile, sintetizza i diversi contributi emersi, invitando a formulare “indicazioni operative” (2 SCHEDA) per l’incontro comunitario della terza settimana.

PREGHIERA

È tempo, anima mia, è già tempo se vuoi conoscere te stessa, il tuo essere ed il tuo destino, donde vieni e dove è giusto che tu riposi, se vita è quella che vivi o se aspetti di meglio. Mettiti all'opera, anima mia, bisogna che tu purifichi la tua vita così: cerca Dio ed i suoi misteri, quel che c'era prima di questo universo e che cosa è quest'universo per te, donde viene e quale è il suo destino. Mettiti all'opera, anima mia, tempo è che tu purifichi la tua vita (GREGORIO DI NAZIANZO, Poesie su se stesso, LXXVXIII).

TERZA SETTIMANA

VALUTARE

Ogni sorella presenta le proprie “indicazioni operative” (2 SCHEDA) per passare dalle “pie intenzioni” alla ricerca di “strategie risolutive” con l’apporto di tutte. Al termine si valuta comunitariamente le “indicazioni” che risultano più adeguate e sono maggiormente rappresentative del sentire di tutta la comunità.

INTRODUZIONE

 

Ogni SMC è chiamata a offrire alle sorelle le proprie rilevazioni, cioè le “luci” e le “ombre” che ha rilevato all’interno della propria comunità e della Congregazione. Questo sereno discernimento, caratterizzato da un forte senso di ricerca-ascolto, di pazienza e dialogo, di domanda e investigazione per raccogliere i frutti e le fatiche di questi sei anni, senza giudizi e condanne, può essere una forte esperienza di “ri-creazione”, in comunione con lo Spirito che fa "nuove tutte le cose".

PREGHIERA

La Comunità prega il Salmo 62

Ritornello: Solo in Dio riposa l'anima mia; da Lui la mia salvezza.

 

 

Lui solo è mia rupe e mia salvezza,

mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,

per abbatterlo tutti insieme,

come muro cadente, come recinto che crolla?

 

Tramano solo di precipitarlo dall'alto,

si compiacciono della menzogna.

Con la bocca benedicono,

nel loro cuore maledicono.

Solo in Dio riposa l'anima mia;

da Lui la mia salvezza. R.

 

Lui solo è mia rupe e mia salvezza,

mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;

il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. R.

 

Confida sempre in Lui, o popolo,

davanti a Lui effondi il tuo cuore,

nostro rifugio è Dio.

Si, sono un soffio i figli di Adamo,

una menzogna tutti gli uomini,

insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio.

Non illudetevi nella rapina; alla ricchezza,

anche se abbonda,

non attaccate il cuore. R.

 

Una parola ha detto Dio, due ne ho udite:

il potere appartiene a Dio,

tua, Signore, è la grazia;

secondo le sue opere tu ripaghi ogni uomo. R.

 

 

 

FONTI

 

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza, con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto (2 Cor 6, 1-10).

 

Ora che la Chiesa desidera vivere un profondo rinnovamento missionario, c’è una forma di predicazione che compete a tutti noi come impegno quotidiano. Si tratta di portare il Vangelo alle persone con cui ciascuno ha a che fare, tanto ai più vicini quanto agli sconosciuti. È la predicazione informale che si può realizzare durante una conversazione ed è anche quella che attua un missionario quando visita una casa. Essere discepolo significa avere la disposizione permanente di portare agli altri l’amore di Gesù e questo avviene spontaneamente in qualsiasi luogo, nella via, nella piazza, al lavoro, in una strada (FRANCESCO, Evangelii Gaudium, n. 127).

CONDIVISIONE

 

La Superiora invita ogni SMC a presentare le proprie “indicazioni operative” (Scheda n. 2); subito dopo aiuta la Comunità a discernere quali “indicazioni” possono favorire un reale cambiamento personale e comunitario.

 

PREGHIERA

 

A te grido, Signore; non restare in silenzio, mio Dio, perché, se tu non mi parli, io sono come uno che scende nella fossa. Ascolta la voce della mia supplica, quando ti grido aiuto, quando alzo le mie mani verso il tuo santo tempio. Non travolgermi con gli empi, con quelli che operano il male. Parlano di pace al loro prossimo, ma hanno la malizia nel cuore. Ripagali secondo la loro opera e la malvagità delle loro azioni. Secondo le opere delle loro mani, rendi loro quanto meritano. Poiché non hanno compreso l`agire del Signore e le opere delle sue mani, egli li abbatta e non li rialzi. Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia preghiera; il Signore è la mia forza e il mio scudo, ho posto in lui la mia fiducia; mi ha dato aiuto ed esulta il mio cuore, con il mio canto gli rendo grazie. Il Signore è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza del suo consacrato. Salva il tuo popolo e la tua eredità benedici, guidali e sostienili per sempre (Salmo, 28).

 

 

 

La Superiora ricorda alle Sorelle che durante la settimana dovranno preparare la loro “proposta operativa” in risposta a quanto è emerso nella condivisione spirituale, fraterna e apostolica.

QUARTA SETTIMANA

PROGETTARE

La Superiora invita le Sorelle ad esporre le loro “proposte operative” (scheda n. 2); dopo l’esposizione, la Comunità decide insieme quali “proposte operative” desidera inviare al XII° Capitolo generale (scheda n. 3).

 

 

INTRODUZIONE

 

La vita consacrata non può non sentire l'urgenza di continuare, con la creatività dello Spirito, a sorprendere il mondo con nuove forme di fattivo amore evangelico per le necessità del nostro tempo. Il tutto, però, a partire dalla consapevolezza che le scelte delle SMC sono sorte come risposte all’opera "di evangelizzazione”.

PREGHIERA (la Comunità prega con il Salmo 101)

Ritornello: Amore e giustizia io voglio cantare, voglio cantare inni a te, Signore.

 

 

Agirò con saggezza nella via dell'innocenza:

quando a me verrai?

Camminerò con cuore innocente

dentro la mia casa.

Non sopporterò davanti ai miei occhi

azioni malvagie, detesto chi compie delitti:

non mi starà vicino. R.

 

Lontano da me il cuore perverso,

il malvagio non lo voglio conoscere.

Chi calunnia in segreto il suo prossimo

io lo ridurrò al silenzio;

chi ha occhio altero e cuore superbo

non lo potrò sopportare. R.

 

I miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese

perché restino accanto a me:

chi cammina nella via dell'innocenza,

costui sarà al mio servizio. R.

 

Non abiterà dentro la mia casa

chi agisce con inganno,

chi dice menzogne non starà alla mia presenza.

Ridurrò al silenzio ogni mattino

tutti i malvagi del paese,

per estirpare dalla città del Signore

quanti operano il male. R.FONTI

 

“Egli s'inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri". Mi coricò e si addormentò sotto la ginestra. Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: "Alzati, mangia!". Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi, e un orcio d'acqua. Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò. Tornò per la seconda volta l'angelo del Signore, lo toccò e gli disse: "Alzati, mangia, perché è troppo lungo per te il cammino". Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb” (1 Re 19, 4-8).

 

Non si deve pensare che l’annuncio evangelico sia da trasmettere sempre con determinate formule stabilite, o con parole precise che esprimano un contenuto assolutamente invariabile. Si trasmette in forme così diverse che sarebbe impossibile descriverle o catalogarle, e nelle quali il Popolo di Dio, con i suoi innumerevoli gesti e segni, è soggetto collettivo. Di conseguenza, se il Vangelo si è incarnato in una cultura, non si comunica più solamente attraverso l’annuncio da persona a persona. Questo deve farci pensare che, in quei Paesi dove il cristianesimo è minoranza, oltre ad incoraggiare ciascun battezzato ad annunciare il Vangelo, le Chiese particolari devono promuovere attivamente forme, almeno iniziali, di inculturazione. Ciò a cui si deve tendere, in definitiva, è che la predicazione del Vangelo, espressa con categorie proprie della cultura in cui è annunciato, provochi una nuova sintesi con tale cultura. Benché questi processi siano sempre lenti, a volte la paura ci paralizza troppo. Se consentiamo ai dubbi e ai timori di soffocare qualsiasi audacia, può accadere che, al posto di essere creativi, semplicemente noi restiamo comodi senza provocare alcun avanzamento e, in tal caso, non saremo partecipi di processi storici con la nostra cooperazione, ma semplicemente spettatori di una sterile stagnazione della Chiesa (FRANCESCO, Evangelii Gaudium, n. 129).

 

CONDIVISIONE

 

 

La Superiora guida la condivisione delle “proposte operative”. La Comunità decide insieme quali “proposte comunitarie” inviare alla Segreteria Generale entro il 31 maggio 2014 (scheda n. 3).

 

PREGHIERA

O mio Signore e mia libertà, dammi di conoscerti sempre più per desiderarti come l'Assoluto del cuore e della vita. Slegami, scollami, liberami da tutto quello che non è te e non è per te. Crea in noi, Signore, il silenzio per ascoltare la tua voce, penetra nei nostri cuori con la spada della tua Parola, perché alla luce della tua sapienza, possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno, testimoniando al mondo che tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GIUGNO 2014 - Scheda n. 1 – Risposte personali

La scheda raccoglie le “risposte personali” di ogni SMC alle domande proposte, e servirà per la “condivisione comunitaria” della seconda settimana. La scheda, viene raccolta dalla Superiora al termine della riunione, e inviata insieme a quelle delle Sorelle in un’unica busta alla Segreteria Generale entro il 15 agosto 2014.

 

 

1. Quale senso hai dato in questo sessennio al tuo servizio apostolico dove l’obbedienza ti ha posto: l’hai vissuto come impegno personale o come mandato comunitario?

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2. Quali sono gli elementi di novità e di vitalità che sei riuscita ad identificare nella nostra vita di SMC; quali ti sembra siano stati significativi per il nostro tempo?

 

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3. Quali sono stati gli ostacoli personali, comunitari e delle opere che hanno impedito la realizzazione di una vita gioiosa e radicalmente evangelica?

 

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4. Come abbiamo risposto alle sfide della chiesa e della società del nostro tempo, partendo dal nostro carisma?

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5. Le iniziative di formazione continua organizzate dalla Congregazione hanno contribuito a promuovere un processo di maturazione della singola sorella e al superamento dei conflitti?

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6. L’integrazione delle diverse culture è stata una priorità della Congregazione in questi anni? Critiche e proposte….

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7. Quali dinamiche sono state attivate per promuovere un processo di maturazione della singola persona a livello di consapevolezza della propria identità, della diversità delle altre in vista di un sereno superamento dei conflitti?

 

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8. Quali segnali concreti e con quali modalità abbiamo dato fiducia ai laici che ruotano attorno alle nostre comunità e condividono in vari modi il nostro carisma?

 

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GIUGNO 2014 - Scheda n. 2 – indicazioni operative

La scheda è per scrivere le “indicazioni operative” che una Sorella desidera presentare nell’incontro della terza settimana; dopo la presentazione comunitaria, la Superiora la invia insieme a tutte le schede n. 1, in un’unica busta alla Segreteria Generale entro il 15 agosto 2014.

 

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GIUGNO 2014 - Scheda n. 3 – sintesi proposte comunitarie

La scheda raccoglie la “sintesi delle proposte comunitarie” scaturite nell’incontro della quarta settimana. La scheda viene raccolta dalla Superiora insieme alle schede nn. 1 e 2 e inviate in un’unica busta alla Segreteria Generale entro il 15 agosto 2014.

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GIUGNO 2014 - Scheda n. 4 – proposte personali

La scheda è per le “proposte personali” che le Sorelle desiderano inviare al Capitolo Generale; va inviata in busta chiusa alla Superiora Generale entro il 15 agosto 2014.

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